Oui oui pourquoi pas en effet

Creazione 2007

Un spettacolo di Carlotta Sagna 



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 © Eric Legrand 



Coreografia e testo Carlotta Sagna 
Il Guardiano Hugo Guffanti
Interpreti Jorge Crudo, Claire Vuillemin et Jasna Vinovrski
Immagine Clément Martin
Luci Philippe Gladieux
Costumi Alexandra Bertaut
Suono Frédéric Peugeot
Administration diffusion Bureau Cassiopée

Produtore Delegato Association Al Dente
Coproduzini Théâtre de l’Agora, scène nationale d’Evry et d’Essonne / La Ferme du Buisson, scène nationale de Marne-la-Vallée- résidence de création / Scène Nationale de Petit-Quevilly / Arcadi.

Con il sostegno di la Direction Régionale des Affaires Culturelles d’Ile-de-France – Ministère de la Culture et de la Communication, de l’association Beaumarchais et de La Ménagerie de Verre dans le cadre de ses accueils studio.
La compagnie a été accueillie en résidence à la Scène Nationale de Petit-Quevilly, à Micadanses Paris et à Point Ephémère, pour les répétitions.

La compagnie Caterina & Carlotta SAGNA è sostenuta da la DRAC Ile de France - Ministère de la Culture et de la Communication – a titolo di « Aide à la compagnie ».

Durata 1h

 



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Il proposito

Tre danzatori gravitano intorno a un “guardiano”, guardiano del posto, che garantisce lo svolgimento dello spettacolo, ma soprattutto, il guardiano di una memoria, quella della danza.
Questa figura ha 1000 anni. Ha danzato tutto, si ricorda tutto, evoca il passato, ma ha un sogno, quello di essere un danzatore di hip hop.
I tre danzatori, giovani, hanno tutto da scoprire, alla ricerca delle loro radici che allo stesso tempo rifiutano.

Confronto di generazioni, di diverse discipline, per evocare la trasmissione, il fascino e la difficoltà di comunicazione tra mondi diversi.

Carlotta Sagna interroga i corpi, la loro memoria, e  il loro rapporto col passato, le stigmate della nostra storia, il modo in cui ognuno accetta e rifiuta le impronte della propria storia.


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Estratto

Il Guardiano:

Ho accettato di venire, non sono le proposte che mi mancavano, ma ho accettato perché adoro questo tipo di situazione, questa energia che circola, adoro essere in mezzo ai giovani.
Mi piace vederli lavorare e sudare e penare per eseguire questa danza.
Certo, se l’avessero già ballata duemila volte avrebbero imparato a non disperdere la loro energia, non farebbero neanche il decimo dello sforzo che stanno facendo.
Ma cosa volete… Sono giovani, gli piace stancarsi, poi, mangiano una banana e hop si riparte.
Ai miei tempi, non esisteva questa storia di banane, adesso anche i giocatori di tennis, tra un set e l’altro mangiano la banana; hanno scoperto che dà energia.
Ai miei tempi non avevamo il diritto di ingurgitare niente durante le lezioni o le prove, sopratutto niente acqua! ”Berrai dopo, come pensi di saltare con la pancia piena d’acqua?” sembrava logico, adesso è logico bere quando si ha sete.
Anche la logica è una questione d’epoca, si adatta ai tempi.

Danzatore:
Non sopporto quelli che parlano sempre del passato” ai miei tempi non si faceva così…Ah, i giovani d’oggi…”
Se vuoi restare qui devi aiutarci e non rompere con la tua Mathusalem Dance Company.

Guardiano:
Si certo, dicevo solo che le banane, ai miei tempi…

Danzatore:
Non dire più “Ai miei tempi” se vuoi restare qui.

Guardiano:
Ok,Ok,
(al pubblico) Che grinta che hanno, sono fantastici, sono proiettati verso il futuro, se ne fregano del passato, tanto, che cos’è il loro passato?
Credo che abbiano chiamato me, perché in fondo, lo sanno bene che non c’è niente che conti più dell’esperienza…

Danzatore (che sta ballando):

Largo! E spostati!!



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