Tourlourou

Creazione 2004

Un spettacolo di Carlotta Sagna



Tourlourou.jpg

© C & C Sagna 



Coreografia Carlotta Sagna 
Interprete Satchie Noro 
Luci  Philippe Gladieux 
Costumi  Carlotta Sagna, reralizzata per Dorothée Merg ed Alexandra Bertaut
Amministrazione, produzzione e diffusione Bureau Cassiopée

Produttore delegato Association Al Dente
Coproduzione «Sujet à vif» SACD/Festival d’Avignon 
Con il sostegno di NEEDCOMPANY  et Théâtre de la Bastille 
Ringraziamenti al Ballett Frankfurt

La compagnie Caterina & Carlotta SAGNA è sostenuta da la DRAC Ile de France - Ministère de la Culture et de la Communication – a titolo di « Aide à la compagnie ».

Durata 25 minuti



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… Non esisto veramente, devo essere fittizia,
Si direbbe che io sia un’opera collettiva,
Sì, sono il risultato di un’opera collettiva,
Tra qualche minuto non ci sarò più.
Il tempo scorre,
Qualche minuto,
E la carrozza ritorna zucca.

 

 

(…) “Sai con certezza che morirai domani”.

In scena, il conto alla rovescia è programmato, il cronometro è lanciato. Sull’attenti, poi, lentamente, faticosamente, l’apertura alla prima posizione, la ballerina, figurina meccanica di un carillon, marcherà il tempo con il corpo, verso destra, in senso orario, e noi precipitiamo con lei verso l’esplosione.

Tourlourou, il titolo dello spettacolo, è una parola che balla, Turlututu. Termine con cui venivano chiamati i soldati delle isole francesi mandati a morire in prima linea durante la prima guerra mondiale.
La coreografa Carlotta Sagna descrive questo solo come  “un inno all’interprete, crescendo tragico che porta dall’esercizio militare al grido dal cuore”. I laboriosi e ripetitivi dégégés alla seconda dell’inizio si trasformano fino a diventare una carezza al suolo, crescita emotiva di una condannata a morte.

C’è molto brio e forza nell’interpretazione. Ma al di là di questo omaggio alla danzatrice, esibita come una valorosa e burlesca piccola soldatessa al servizio del nostro divertimento, di spettatore-voyeur, Carlotta Sagna costruisce con grande abilità drammaturgica  un solo sotto tensione. Danza, parola, ritmo e ironia dialogano continuamente.

La danzatrice-kamikaze porta in sé gli effetti collaterali della danza, catturare il corpo dell’altro piuttosto che il suo sguardo. Non ne usciamo indenni, “ tra dieci minuti non ci sarò più” scandisce la danzatrice. Il tempo è contato, e quando lascia la scena, il vuoto rimbomba come un’esplosione e ferisce i nostri corpi. Effetto di lunga durata.

Aude Lavigne

                                                                                                           

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