Basso Ostinato

Creazione 2006

“Grand Prix du Syndicat de la Critique” 2006-2007



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Foto Caroline Albain



Di Caterina Sagna
Con Alessandro Bernardeschi, Antonio Montanile, Mauro Paccagnella
Drammaturgia  Roberto Fratini Serafide
Luci Philippe Gladieux
Musiche a cura di Luca Berni
Musiche  M. Marais, L. Boccherini, S. Landi
Regia generale Frank Condat
Regia luci  Sébastien Betous
Contatti amministrazione, produzione e diffusione Bureau Cassiopée

Produzione 
Creazione Association Next. / Tournée Association Al Dente

Coproduzione  
Théâtre de la Bastille (Paris) et le Théâtre de l’Agora – Scène Nationale d’Evry et de l’Essonne dans le cadre des résidences de création soutenues par la Région Ile-de-France ; 
Théâtre National de Bretagne (Rennes) – Centre Européen de Production Théâtrale et Chorégraphique ; Pôle Sud (Strasbourg) - Scène Conventionnée Danse.

La compagnia Caterina & Carlotta SAGNA è sostenuta da la DRAC Ile de France - Ministère de la Culture et de la Communication – a titolo di « Aide à la compagnie »

RINGRAZIAMENTI 
Ringrazio Marie-Pierre Ariztia per aver fornito la cornice dove, alle 13h54 del 5 ottobre 2005, Basso Ostinato ha iniziato a prendere forma ; i teatri Victoria e Vooruit di Gent, con Needcompany e la Raffinerie di Bruxelles, per la loro ospitalità ; le Brigittines (Bruxelles) per averci fornito i tappeti da danza supplementari ; tutti i collaboratori per la loro presenza e competenza, e in particolare Alessandro, Antonio e Mauro per aver dato molto più dei loro muscoli

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Basso Ostinato : (mus.) Variante di Basso Continuo. Combinazione melodica e ritmica affidata alla parte più bassa di una composizione, che si ripete incessantemente dal principio alla fine del pezzo, sul quale le altre parti, strumentali e vocali possono liberamente muoversi.

Fine pasto. Avanzi di conversazione. Discorsi vacui su di loro, sulla danza, su niente. Se sono squallidi non importa, loro ci sono dentro e ridono molto. 
Le giunture si muovono accompagnando le chiacchiere, avvicinando i bicchieri alla bocca per ingerire qualcosa che faccia digerire ciò che è sempre più indigesto. Hi hi hi, che ridere.

Ecco il loro Basso Ostinato. 
Un dialogo “basso”, con scorie di movimenti e resti di risate, a cui ostinatamente ritornano.
Non possono far altro, perché non c’è altro da fare. 
E ogni volta è peggio. 
L’aria si fa pesante. Gli oggetti perdono la loro rassicurante immobilità. Tutto cede, non ci si può più fidare. E’ inutile fare resistenza, possono solo accompagnare il processo di disfacimento che cresce nutrendosi degli scarti che esso stesso produce. Si autodigerisce, si rigenera. Allora si lasciano andare, senza poter dare un senso a questo ostinato scivolare verso il basso. Ma il senso c’è, l’aria è satura del suo odore.
Viene quasi la nausea. 
Meglio prendere qualcosa e inghiottire, illudersi di eliminare il disturbo, anestetizzarsi. Così dimenticano e passano oltre : pieni, senza memoria. 
Ancora una volta rovistano tra i pezzi rimasticati di quel primo dialogo, cercando una via d’uscita. Frugano in quello stomaco dove tutto si trasforma, dove la volontà è impotente ma le cose procedono, al di fuori di ciò che si riesce a vedere. 
Anzi, dentro.

E va molto bene così.

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