Relation Publique

Creazione 2002


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Di Caterina Sagna 
Coreografie Carlotta Sagna e Caterina Sagna 
Incontro presentato da Viviane de Muynck (versione inglese e francese ), o Daniela Bisconti (versione italiana)
Con Alessandro Bernardeschi, Claire Croizé, Lisa Gunstone, Antonio Montanile, Mauro Paccagnella, Carlotta Sagna, Caterina Sagna 
Drammaturgia Roberto Fratini Serafide 
Costumi Tobia Ercolino 
Disegno luci Nuccio Marino Regia luce PhilippeGladieux Regia suono Carlo Bottos 

Produzione Compagnie Caterina Sagna - Association Next (creazione) / Al Dente (tournée) 
Coproduzione Théâtre de la Ville - Paris, la Biennale di Venezia, Halle aux Grains - Blois (Francia), Centre National de la Danse-Paris 
Si ringrazia Needcompany - Bruxelles



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"Perché da noi, diversamente che da voi, dopo la danza non esistevano parole. Ce n'erano prima, e anche quelle molto poche, e spese con molta parsimonia. Il demone parlava, poi cantava, poi danzava. La danza aveva l'ultima parola. Il demone moriva cosi'. E poi andavamo via, senza tornare, e senza ringraziare. Percio' ogni volta incontrare il pubblico era come dar battaglia a un plotone di nemici remissivi ma implacabili. Contro di loro consumavamo subito le povere munizioni di pietra che si chiamano parole. Si dice anche da voi, in occidente, "Le parole sono pietre". Il nemico non cadeva. Dopotutto si danzava per cambiare strategia. Ma non si restava mai abbastanza per capire se quest'ultimo attacco fosse valso la vittoria"
Iroshi Okada, "A Est delle parole. Memorie di un attore Nô"


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"Relazione pubblica" è un'operazione in bilico tra conferenza-spettacolo, prova aperta e dibattito pubblico. La compagnia Caterina Sagna incontra la gente per la seconda fase del progetto "Amours de Pierre", mostrando ampi estratti dello spettacolo che "Amours de pierres" sarà, e trasformandone il destino, secondo lo svolgimento della serata, in tempo reale. Questo fa di "Relazione pubblica" un'esperimento senza rete e, a suo modo, una forma inedita di spettacolo.
Forse.



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Quante volte, di fronte a una creazione di danza o di teatro, lo spettatore prova l'imbarazzante sensazione di uno scarto tra le intenzioni dell'artista e l'effettiva performance? Con piglio ironico, Caterina Sagna dedica Relazione Pubblica a questo scarto. Spettacoli taroccati, complicità dei media, giudizi fasulli, tonanti luoghi comuni e povertà di idee sono il bersaglio del nuovo polemico lavoro della coreografa, che si diverte a prendere in giro una disinvolta maniera di fare spettacolo, e anche se stessa. In una sorta di conferenza, Sagna finge di presentare uno spettacolo che non esiste. Tra la caligine dei paroloni, la svenevolezza dei critici e certi improbabili stati di grazia, Amori di Pietra, lo spettacolo che non c'è, prenderà corpo. Chissà che non mantenga anche le sue promesse: fondamentali rivelazioni sulla danza, sull'eros, sulla religione, sull'uomo, sul mondo.